una storia di provincia
Postato da redzone alle 01:16
Ancora una volta uso questo blog "musicale" a titolo personale per raccontare un episodio a cui mi è capitato di assistere, a cui non so dare una definizione. Infatti dal drammatico sfiora il ridicolo passando per il patetico e non disdegnando di soffermarsi un poco sullo stile noire ambientato nelle periferie delle grandi metropoli, un tale racconto sarebbe potuto tranquillamente fluire dalla estrosa penna di uno scrittore quasi famoso oramai in declino ed in preda a deliri da alcolista, ma è accaduto realmente. Procedo con il racconto: E' notte tarda, l'ultimo guizzo di vita di un paesello di provincia è ormai all'agonia, le strade si stanno lentamente svuotando, i bar iniziano a spegnere le luci e i baristi invitano con garbo le ultime spugne ad abbandonare il bancone, non senza aver concesso un ultima consumazione. mi annoio, passeggio, mi siedo, scambio opinioni circa argomenti che tendono al nulla con svariati altri esseri umani, finquando, come in ogni buon paese di provincia, l'occasionale rissa richiama il pubblico che sembrava ormai rintanatosi negli angoli più bui e nei più impensati trespoli da appoggio; la strada prende di colpo una nuova vita. La rissa, sebbene già di per se molto appetitosa visto il palinsesto consueto di ubriaconi barcollanti o discorsi ascetici con il matto di turno, era impreziosita dalla composizione etnica degli attori: 4 o 5 rumeni contro il mondo intero. I neo-xenofobo-nazionalisti accorrevano a guardare e commentare restando comunque degli spettatori dalla misera coerenza e dal coraggio conigliesco. Un rumeno grondante sangue, evidentemente in stato di ebrezza, grida di voler chiamare i carabinieri, mossa che si rivela immediatamente stupida tenendo conto del tasso alcolico di tutta la compagnia rom, del fatto che se l'erano cercate con tutte le risorse a loro disposizione, delle scarse capacità linguistiche del rumeno medio nella nostra lingua amplificate dallo scarso coefficiente di comprensione del linguaggio verbale e non del carabiniere medio, e soprattutto considerando l'avversione cieca e idiota della maggiorparte delle forze dell'ordine per gli stranieri di qualunque nazionalità. Ciò che segue l'arrivo della volante sta a metà tra il neorealismo russo e la sceneggiata napoletana... scende una sottospecie di ominide in divisa che sfoggiando un sorriso da divo studia il fornito pubblico, intravede una degna trama per il suo show, ed esordisce rivolgendosi ai rumeni: "in riga, in piedi contro al muro, qui siamo in america!". lasciando il suo collega agli accertamenti di turno si allontana dal muro dell'esecuzione per andare ad allietare la gioventù razzista presente nel pubblico, esibendo anche una certa attitudine alle gestualità clownesche. Il semi-uomo graduato sghignazza prendendo un manganello dalla volante, segno evidente della sua volontà di compensare l'altrettanto evidente poca virilità, si avvicina al pubblico ed enuncia un discorso che ha dell'incredibile, sia per idiozia che per forma grammaticale: "voi non ci dovete nemmeno chiamare, lo dovete saperlo da soli che cosa ci dovete fare con questi qui... non mi fate parlare che io non posso... ci sono tante fosse qui nei dintorni, riempitele!". dopodichè descrivo l'esatta scena della barzelletta a cui ho assistito: mentre lo "sbirro cattivo" era preso dal suo spettacolo da pagliaccio di serie B, i rumeni, giustamente frustrati da quell'ignobile sfoggio di abuso di potere, si ribellano a modo loro sdraiandosi per terra ed impedendo il transito delle automobili, lo "sbirro buono" (quello che li teneva a bada) richiama a gran voce il suo collega istrione, generando nei presenti un ilarità che in quella situazione suonava come un rutto in chiesa. La storia si conclude con il fermo dei rumeni (che sarebbero dovuti essere i protetti visto che la volante lavevano chiamata loro) previa medicazione di quello che era ridotto peggio. morale della favola: certi carabinieri non riescono nemmeno a gonfiarsi l'ego con manifestazioni di pubblica violenza fisica e morale senza cadere nello stereotipo della barzelletta sui carabinieri... questo succede qui in provincia... questo succede quando si scontrano le personalità di tre strane specie di animali comuni ormai in tutto il territorio: "l'immigrato disadattato che sfocia la sua insoddisfazione in una stupida violenza contro tutto e contro tutti"; "il neo-fascista di quartiere che si riempe la bocca di puttanate circa una sua idea di pulizia etnica fortunatamente irrealizzabile grazie alla sua profonda codardia ed idiozia"; la terza e più cara specie de "lo sbirro ignorante, goffo e sfigato che si atteggia a ranger americano per cercare di dare un perchè alla sua vita di merda".

questo è tutto... amen
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una passeggiata a Springfield
Postato da redzone alle 12:41
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una passeggiata a Springfield
Postato da redzone alle 12:40
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suonare suonare...
Postato da redzone alle 12:35
Finalmente live, finalmente palchi, di nuovo quel brivido sommesso che si prova nel prendere la chitarra e con un gesto esperto farsi scivolare la cinghia dietro la schiena. guardare in basso nel buio, qualcuno ascolta, a qualcuno non frega un cazzo di quello che stai per fare, qualcuno passava di li per caso e qualcun'altro aspetta solamente un tuo errore per ridacchiarti in faccia nel buio. 14 Agosto, San Vito, festa dell'unità, bel palco, pubblico fornito ma non troppo, una bottiglia di vino in corpo e via alle danze e porca troia di nuovo le dita che non scivolano, non sento il basso, guardo guido alla batteria e sembra avere dei problemi mentali, di willy non ne parlo... E' andata discretamente bene, ora Radiolevano
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Calcolo delle probabilità
Postato da redzone alle 17:54
quante sono le probabilità che due gruppi musicali a 10 Km di distanza scelgano lo stesso nome? E ancora, quante sono le possibilità che suonino lo stesso giorno alla stessa ora in due festival diversi ma comunque a 20 Km di distanza? La risposta al quasito l'abbiamo avuta il 2 giugno, quando noi Ethereal suonavamo a Cave e gli "altri" Ethereal (Tribute band Lacuna Coil) suonavano a Paliano. Apparte questo piccolo qui pro quo [c'erano dei fan dei Lacuna Coil al concerto sbagliato] la serata è andata complessivamente bene. dico "complessivamente" in quanto non abbiamo suonato proprio al meglio, ma ce la siamo cavata lo stesso. Morale: mai suonare con gli effetti se il tuo amplificatore è stato appositamente progettato per far cagare. seguiranno comunicati.
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Riflessioni sul mondo odierno
Postato da redzone alle 11:39
In un mondo ideale un azienda che commercializza suonerie per cellulari con gatti canterini e ippopotami rosa dallo spiccato accento partenopeo andrebbe fallita il giorno dopo la sua costituzione...in un mondo ideale...
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un lampo a ciel sereno
Postato da redzone alle 19:51
Oggi Martedì 8 Maggio ho avuto l'illuminazione. E' stato un attimo, ho sentito un crack : si era spezzato qualcosa dentro, come una corda tesa da anni che è arrivata al punto critico e poi CRACK. E' stato come aprire gli occhi, anzi, è stato come guardarmi con gli occhi degli altri e finalmente ho capito. Crisi, parola erroneamente usata con accezioni negative; crisi, l'etimologia indica il termine con la seguente definizione: "Momento di separazione da un modo di essere ad un altro". Mi era necessaria questa crisi, per ricominciare, rinascere e trovare finalmente il mio ruolo su questo pianeta; ho passato molto tempo ad elucubrare su cosa ho fatto finora e magari cosa avrei dovuto fare, solo ora ho capito, comincia un nuovo capitolo.
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... ermetismo ...
Postato da redzone alle 19:48
what are you waiting for???
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Altro testo
Postato da redzone alle 12:57
stavolta grammaticalmente insensato, in quanto condizionale e congiuntivo d'oltremanica mi sono pressochè ignoti, stavolta ho bisogno realmente di una correzione di sana pianta.



allego traduzione nei commenti.



Have you ever pictured

how would have been Teseus’s eyes

If he had lost the rope

To break free,

eyes just like mine

astonished eyes




 What are you waiting for

To save me?

Do you need a reason

To save me?


 Now face the crossroad

it's too easy to ignore it


It fights agaist your quiet


wich you have seeked so long


can you still hear


my promise?




you have the choice,

Mine was lost


together with the rope in the labirinth


will you able to take the right way?


Look my eyes

And tell me

Are they different from

The eyes you remebered?

Or do you dream of a life

That could be now?

That could be now?


Grazie a Rei-ka per la correzione
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A.A.A. Tutor di Inglese cercasi
Postato da redzone alle 14:19
ho un problemino con un testo di una nostra canzone: l'ho scritta in inglese. non sarebbe un grosso problema in se, ma tenendo conto del fatto che al liceo durante l'ora di inglese facevo disegni di dubbia moralità sul diaro, oppure fabbricavo copie cartacee di un mio compagno e poi lo impiccavo con un altrettanto cartecea corda, il tutto su un cartaceo patibolo tenuto sui con scotch ed altri materiali che non sto qui ad elencare, il problema  esiste eccome. Fui, sono e sarò in eterno una zappa in grammatica anglosassone.



Urge una correzzione di questo testo, e semmai nel mare della rete globale esite qualcuno che possa aiutarmi, prego di postare nei commenti gli erreri che ho commesso e le eventali riparazioni. Aiutatemi ad aiutarmi. Segue il testo:



"Do you still remember

the dawns togethere

when kissin' my breath

forgot god and death



Do you still remember

the tears of abandone

the pain that pricks like pins

the rage that cry within



If for you the end

was a new begin

for me was question

without answer to seek



When you'll see the invisible,

hear the voiceless

and touch the ethereal

you'll know the fear

that makes me insane

to lose yourself

in the same mistake again,



to die for pride

and fall alone

in the black hole of your mind



I hope you'll forgive me

if I try to hate you,

but it cannot be,

it's harder than you belive"



allora?



P.S. Come consigliatomi allego una traduzione nei commenti, così, giustamente, si possono capire meglio eventuali errori di concetto.
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